Recensione - INSIDIOUS - Regista: James Wan - 2011
Con un po’ di ritardo rispetto all’uscita nei cinema e in
home video, finalmente sono riuscito a vedere l’ultima opera di James Wan
(L’enigmista, Dead Silence). Possibilmente, il mio approccio ai film, alle
serie tv ed ai libri è del tutto inconsapevole. Cerco di stare alla larga dai
trailer, dagli spoiler e dai rumors il più possibile. Internet mi fa cadere
spesso in tentazione.
ATTENZIONE: da questo punto in avanti, pericolo di spoiler!
Per
INSIDIOUS, fortunatamente, mi sono limitato alla visione del trailer il quale -
purtroppo - svela l’incipit principale di tutta la trama. Come dice la medium:”….non
è la casa ad essere infestata. E’ vostro figlio!” Su questa premessa si basa il
meccanismo che innesca morbosa curiosità nello spettatore appassionato di film
horror stuzzicato dal fatto che, forse, ci si trova davanti a qualcosa di
nuovo. Invece, fin dalle prime battute, si capisce che il film è un sapiente
mix degli argomenti già proposti.
La famiglia che si trasferisce in una nuova
casa, i primi scricchiolii, i primi rumori ed i primi avvenimenti paranormali
che sfociano in episodi sempre più reali fino costringere al trasferimento tutta
la famiglia, tipico di Amityville Horror.
Un’altra casa, luminosa, in un
quartiere residenziale, risoluzione tanto rassicurante quanto inutile dove gli
eventi paranormali si ripetono.
Il rifugio nella preghiera e il ricorso ad un
prete per il sostegno spirituale fino all’intervento della medium, amica della
madre del capofamiglia, già visto nel Poltergeist di Spielberg. L’Altrove, dove le anime sono condannate
a rivivere le proprie tragiche esperienze, ha un sapore di deja-vu per gli
appassionati di Fulci che avranno sicuramente pensato al capolavoro del loro
regista preferito “…e tu vivrai nel
terrore! L’Aldilà.”
Invece di storcere il naso di fronte a cotanta
immersione nel “già visto”, lo spettatore si ritrova a fare i
conti con una forte tensione che trasuda da tutti i fotogrammi, fin dalle sequenze
iniziali. Pur essendo consci di aver già visto ed affrontato storie del genere, anche
lo spettatore “esperto” viene coinvolto in una spirale di eventi che non
lasciano tregua.
Il regista sa perfettamente che una buona percentuale di spettatori è già avvezza a certe inquadrature ed assuefatta a determinati colpi di scena. Facendo leva proprio su questo riesce ad alzare gradatamente la tensione del film, fino allo sconvolgente finale.
Il regista sa perfettamente che una buona percentuale di spettatori è già avvezza a certe inquadrature ed assuefatta a determinati colpi di scena. Facendo leva proprio su questo riesce ad alzare gradatamente la tensione del film, fino allo sconvolgente finale.
Le sequenze apparentemente “innocue”
sono sempre cariche di suspance e ci si aspetta sempre il peggio. Non mancano
alcuni omaggi al cinema di genere.
Quello più evidente è Saw disegnato sulla
lavagna, alle spalle del protagonista. Un altro è l’accensione improvvisa della
stufa in soffitta che ricorda tanto Nightmare. La chicca di argentiana memoria
(Profondo Rosso) è il “fanciullo ottocentesco” rivolto verso la parete della
lavanderia, che apparirà a sorpresa
nelle successivamente.
Come sottolinea Wan negli inserti speciali del DVD, le
entità che vogliono avere un’altra chance di vita terrena risultano volutamente
più “terrene” di quanto si voglia pensare. Le espressioni si fanno meno eteree,
più macabre e grottesche. Ad esempio l’espressione delle gemelle, evidenziate
dallo spettrometro giocattolo dell’assistente (evidente omaggio a Shining). La “famiglia
felice” che subisce il ripetersi infinito dell’episodio che li ha fatti
trapassare. Il colore rosso che indica la presenza del maligno demone protagonista della storia.
Una sapiente mistura fra un essere demoniaco e un fauno. (Curiosa la
somiglianza fra questo volto e il Darth Maul della Minaccia Fantasma di Lucas)
La soluzione del problema risiede nel suo più forte
detrattore.
Il capofamiglia Josh, infatti, accetta con riluttanza l’intervento della medium e dei suoi nerd-assistenti, ma scopre di aver avuto forti esperienze di Proiezione Astrale quando era adolescente, totalmente rimosse dalla sua mente. Durante il sogno l’anima si distacca dal corpo compiendo
viaggi extracorporei. Questa facoltà è stata trasmessa al figlio Dalton il
quale, abituato a queste visioni, si spinge oltre il limite consentito e rimane
imprigionato nell’Altrove. Il corpo è in coma, senza una ragione. L’anima è
dispersa ma il corpo inanimato ha un sapore irresistibile per i dannati che vogliono
tornare a vivere una vita terrena. In ipnosi, Josh andrà nell’altrove per
liberare suo figlio dalle insidie dell’altra dimensione. Facendolo, mostrerà
ai demoni la “via del ritorno” con un apocalittico finale.
Più lo rivedo e più
mi viene la pelle d’oca.
A mio modestissimo parere un ottimo film di paura!
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