giovedì 5 aprile 2012

INSIDIOUS


Recensione - INSIDIOUS - Regista: James Wan - 2011


Con un po’ di ritardo rispetto all’uscita nei cinema e in home video, finalmente sono riuscito a vedere l’ultima opera di James Wan (L’enigmista, Dead Silence). Possibilmente, il mio approccio ai film, alle serie tv ed ai libri è del tutto inconsapevole. Cerco di stare alla larga dai trailer, dagli spoiler e dai rumors il più possibile. Internet mi fa cadere spesso in tentazione. 

ATTENZIONE: da questo punto in avanti, pericolo di spoiler!

Per INSIDIOUS, fortunatamente, mi sono limitato alla visione del trailer il quale - purtroppo - svela l’incipit principale di tutta la trama. Come dice la medium:”….non è la casa ad essere infestata. E’ vostro figlio!” Su questa premessa si basa il meccanismo che innesca morbosa curiosità nello spettatore appassionato di film horror stuzzicato dal fatto che, forse, ci si trova davanti a qualcosa di nuovo. Invece, fin dalle prime battute, si capisce che il film è un sapiente mix degli argomenti già proposti. 
La famiglia che si trasferisce in una nuova casa, i primi scricchiolii, i primi rumori ed i primi avvenimenti paranormali che sfociano in episodi sempre più reali fino costringere al trasferimento tutta la famiglia, tipico di Amityville Horror. 
Un’altra casa, luminosa, in un quartiere residenziale, risoluzione tanto rassicurante quanto inutile dove gli eventi paranormali si ripetono. 
Il rifugio nella preghiera e il ricorso ad un prete per il sostegno spirituale fino all’intervento della medium, amica della madre del capofamiglia, già visto nel Poltergeist di Spielberg. L’Altrove, dove le anime sono condannate a rivivere le proprie tragiche esperienze, ha un sapore di deja-vu per gli appassionati di Fulci che avranno sicuramente pensato al capolavoro del loro regista preferito “…e tu vivrai nel terrore! L’Aldilà.” 
Invece di storcere il naso di fronte a cotanta immersione nel “già visto”, lo spettatore si ritrova a fare i conti con una forte tensione che trasuda da tutti i fotogrammi, fin dalle sequenze iniziali. Pur essendo consci di aver già visto ed affrontato storie del genere, anche lo spettatore “esperto” viene coinvolto in una spirale di eventi che non lasciano tregua. 
Il regista sa perfettamente che una buona percentuale di spettatori è già avvezza a certe inquadrature ed assuefatta a determinati colpi di scena. Facendo leva proprio su questo riesce ad alzare gradatamente la tensione del film, fino allo sconvolgente finale. 
Le sequenze apparentemente “innocue” sono sempre cariche di suspance e ci si aspetta sempre il peggio. Non mancano alcuni omaggi al cinema di genere. 
Quello più evidente è Saw disegnato sulla lavagna, alle spalle del protagonista.  Un altro è l’accensione improvvisa della stufa in soffitta che ricorda tanto Nightmare. La chicca di argentiana memoria (Profondo Rosso) è il “fanciullo ottocentesco” rivolto verso la parete della lavanderia,  che apparirà a sorpresa nelle successivamente.  


  
Come sottolinea Wan negli inserti speciali del DVD, le entità che vogliono avere un’altra chance di vita terrena risultano volutamente più “terrene” di quanto si voglia pensare. Le espressioni si fanno meno eteree, più macabre e grottesche. Ad esempio l’espressione delle gemelle, evidenziate dallo spettrometro giocattolo dell’assistente (evidente omaggio a Shining). La “famiglia felice” che subisce il ripetersi infinito dell’episodio che li ha fatti trapassare. Il colore rosso che indica la presenza  del maligno demone protagonista della storia. Una sapiente mistura fra un essere demoniaco e un fauno. (Curiosa la somiglianza fra questo volto e il Darth Maul della Minaccia Fantasma di Lucas)
 
La soluzione del problema risiede nel suo più forte detrattore. 
Il capofamiglia Josh, infatti, accetta con riluttanza l’intervento della medium e dei suoi nerd-assistenti, ma scopre di aver avuto forti esperienze di Proiezione Astrale quando era adolescente, totalmente rimosse dalla sua mente. Durante il sogno l’anima si distacca dal corpo compiendo viaggi extracorporei. Questa facoltà è stata trasmessa al figlio Dalton il quale, abituato a queste visioni, si spinge oltre il limite consentito e rimane imprigionato nell’Altrove. Il corpo è in coma, senza una ragione. L’anima è dispersa ma il corpo inanimato ha un sapore irresistibile per i dannati che vogliono tornare a vivere una vita terrena. In ipnosi, Josh andrà nell’altrove per liberare suo figlio dalle insidie dell’altra dimensione. Facendolo, mostrerà ai demoni la “via del ritorno” con un apocalittico finale. 
Più lo rivedo e più mi viene la pelle d’oca. 
A mio modestissimo parere un ottimo film di paura!

lunedì 26 marzo 2012

LIMIT


RECENSIONE - Libro - LIMIT - Frank Schatzing - Editrice Nord - 2009

Non spaventatevi! Affrontare la lettura di un tomo del genere – 1351 pagine – può sembrare un’impresa titanica. Invece Frank Schatzing ha la capacità di gestire una quantità enorme di informazioni senza mai annoiare il lettore, grazie al suo stile letterario semplice e scorrevole. 
La complessità del romanzo è evidenziata dalla presenza di una mappa della superficie lunare indicante la dislocazione delle basi lunari presenti sul nostro satellite naturale. Inoltre, in appendice, è presente un elenco dei personaggi presenti nel racconto, con la relativa legenda. Tutto può far pensare che la complessità della storia porterà alla frequente consultazione delle suddette appendici. Invece, il racconto scorre via con una naturalezza incredibile. In alcuni passaggi l’autore si perde volentieri dietro le meticolose descrizioni degli ambienti urbani e industriali dove i protagonisti vivono la loro storia, oppure, puntualizza la situazione geopolitica di aree del nostro pianeta con precisione degna del più meticoloso storico di professione. 
La forza di LIMIT sta proprio in questo; nonostante tutto il lettore riesce, senza fatica, ad affrontare una lettura così impegnativa, immergendosi in un fanta-Thriller degno dei migliori Blockbuster di genere. Ho trovato in rete molti post sui forum dedicati alla letteratura fantascientifica e non, i quali descrivono il romanzo noioso e pesante, al limite della sopportazione. 
Concordo con chi afferma che la trama potrebbe essere condensata in 500-600 pagine, ma sono proprio le meticolose descrizioni, i dialoghi apparentemente senza importanza e tutto il resto a far vivere al lettore esattamente quello che l’autore vuole trasmettere. In alcuni casi c’è da impazzire. Tocca leggere 40-50 pagine sul passato geopolitico di un paese prima di sapere come va a finire quello che stava succedendo ad un altro personaggio. Vorresti evitare di perdere del tempo ma sei anche consapevole che se le salti, perderai il filo del discorso oppure un particolare importante….
Credo che si possa affermare senza alcun ripensamento che LIMIT sia un capolavoro assoluto. 
Oggi, il romanzo si può trovare in edizione economica TEA DUE a 14 €.

ATTENZIONE: di seguito si rivela parte della trama.

LIMIT parla di fantapolitica, non tanto distante dal nostro tempo; il 2025 è dietro l’angolo e Schatzing immagina lo sfruttamento dell’Elio-3 presente in grandi quantità sulla Luna e le conseguenze del graduale abbandono delle risorse energetiche fossili a causa del nuovo tipo di fonte energetica. Gli equilibri mondiali si reggono sul solito dualismo USA – Russia, con la Cina economia forte, ma ancora un passo indietro rispetto alle altre potenze, e l’Unione Europea dipendente da tutto. In realtà è il magnate dell’industria Julian Orley a trascinare l’economia mondiale grazie alle sue attività ipertecnologiche. L’ascensore spaziale da lui creato grazie alle nuove strutture portanti ai nanotubi di carbonio abbatte i costi delle missioni spaziali, rendendo possibile lo sfruttamento della superficie lunare per scopi minerari. 
Come si può leggere dalla seconda di copertina, tutto ha inizio con un incidente occorso a Vic Thorn, astronauta specialista, che si perde nel vuoto dello spazio a causa di un urto, assai poco accidentale, con un robot della manutenzione della stazione spaziale OSS, vertice del famoso ascensore spaziale della Orley Enterprises e meta obbligata per gli Shuttle diretti sulla Luna. Thorn era uno dei privilegiati partecipanti al viaggio speciale che Julian Orley ha predisposto per mostrare le meraviglie dei suoi impianti di estrazione installati sulla Luna ad un folto gruppo di persone influenti a livello mondiale. La comitiva, perlopiù composta da uomini d’affari e investitori, seguiti nell’avventura dalle relative consorti e compagne, comprende anche Evelyn Chambers, volto televisivo dalla notorietà planetaria. Il gruppo, oltre ad affrontare “il viaggio della vita”, affascinante quanto pericoloso per sua natura, sarà coinvolto in un complotto internazionale volto a scardinare il monopolio  dell’estrazione dell’Elio-3 da parte di Orley e degli USA. 
Qualche tempo prima Gerald Palstein, pezzo grosso della EMCO, multinazionale dedita all’estrazione di idrocarburi, viene ferito in un misterioso attentato. 
In Cina, Owen Jericho, investigatore privato esperto di internet, viene ingaggiato da Chen Hongbing per ritrovare la figlia scomparsa conosciuta ai più come Yoyo, abile a nascondere la sua attività di dissidente cinese alle autorità e al partito. Insieme al suo gruppo di rivoluzionari digitali, i Guardiani, riesce a scoprire un sistema di comunicazione criptato utilizzato da un gruppo di cospiratori che operano nell’ombra per portare a compimento le loro oscure trame.
Ma cosa lega la Orley Enterprises, la dissidente Yoyo, l’investigatore privato Owen Jericho e il suo amico, l’imprenditore cinese Tu Tian, le organizzazioni private di sicurezza africane, la CIA, Gerald Palstein, la EMCO, la testata giornalistica ambientalista Greenwatch e Carl Hanna, sostituto di Vic Thorn nel viaggio sulla Luna?
La risposta si trova nei meandri di una trama fittissima, nella quale si intrecciano politica e interessi globali, immersi in scenari futuristici da sogno – vedi il Gaia Hotel sulla superficie lunare – e ambienti urbani postapocalittici in stile Blade Runner come Quyu alla periferia di Shanghai.